Couchsurfing: il network dell’ospitalità internazionale
by Redazione, 18 marzo 2010
Mettersi in viaggio significa conoscere, condividere, rapportarsi con persone diverse per cultura e abitudini. Scoprire il mondo a volte significa anche scoprire se stessi. Il viaggio diventa catartico, per molti è un percorso che riesce a cambiare e, naturalmente, a divertire chi lo intraprende.
La voglia di partire, zaino in spalla, è difficile perderla! Peccato che la disponibilità economica (punto non affatto trascurabile quando si parla di viaggi) metta dei freni alle nostre ambizioni di aspiranti voyageurs. Travolti, inoltre, dalla realtà frenetica dei nostri tempi, è difficile trovare del tempo a disposizione per abbandonare tutto ciò che ci circonda e vivere nuove dimensioni.
Ebbene, partendo dal fatto che il tempo, in un modo o nell’altro, lo si trova, uno dei modi per viaggiare oggi con una somma contenuta è il CouchSurfing, servizio attraverso il quale il divano diventa il mezzo più economico per mettersi in viaggio.
Il CouchSurfing è un network internazionale non-profit che connette viaggiatori e abitanti di circa 230 paesi in tutto il mondo.
Il network del “salta da un divano all’altro” nasce nel 2004, da un’idea di Casey Fenton, un giovane programmatore di 25 anni del New Hampshire. Casey ha “ideato” questo nuovo modo di girare in lungo e in largo il mondo, grazie alla sua passione per i viaggi e all’ospitalità che ha ricevuto in giro per il mondo, quando i soldi nelle sue tasche ormai scarseggiavano. Ha così tradotto questi due elementi, fondendoli tra loro, in CouchSurfing, una rete di contatti che in pochi anni è cresciuta in maniera esponenziale a livello mondiale, diventando la nuova frontiera dei viaggiatori dei “nostri tempi”!
Sarebbe un grande errore pensare che i couchsurfers siano solo studenti squattrinati che vengono ospitati in case diroccate e messe male. Il network del CouchSurfing è caratterizzato da persone di tutte le età, che hanno anche stili di vita molto diversi tra loro ma che sono tutti accomunati dalla voglia di condividere i propri luoghi e la propria cultura.
Ospitare un couchsurfer diventa, per il viaggiatore e per chi offre ospitalità, uno scambio di conoscenze, idiomi, abitudini, cibi. E’ evidente che il CouchSurfing sia sinonimo di grande arricchimento “bilaterale”.
Per capire meglio come è strutturato il network del CouchSurfing, abbiamo intervistato Matteo, un amico che ha condiviso con co-housing la sua esperienza diretta da couchsurfer:
La struttura del network poggia sulla fiducia reciproca dei membri della comunità. L’iscrizione al sito presuppone di compilare diversi campi in maniera dettagliata e completa. Come ci ha detto Matteo, bisogna specificare l’orientamento religioso e politico, indicare anche le vene artistiche o sportive: sono tutti dettagli che aiutano a connettere persone che possono avere un feeling particolare, gli stessi interessi, le stesse aspettative.
Il regolamento e le procedure di partecipazione al sito sono state stabilite, naturalmente, a tutela di tutti i couchsurfers. In ogni caso, iscriversi al network significa possedere un animo rivolto a questo tipo di scambio. Proprio per questo i couchsurfers si fidano molto uno dell’altro. E se qualcuno fosse dubbioso, può affidarsi ai commenti e alle recensioni rilasciate da chi è stato ospitato o dai criteri di valutazione rilasciati dai membri veterani della comunità.
Chiunque volesse sostenere il progetto con un contributo libero (ed è già iscritto al network) può connettersi direttamente al sito.
Non resta che iscriversi, prepare lo zaino e partire. I veri avventurieri non possono mancare!



condivido
bellissimo articolo, da parte dell’ambasciatrice di Couchsurfing Valencia, da 4 anni viaggio e ospito surfers e wwoofers (si pure, vivo in una eco-fattoria alle porte di VLC) e ne vado molto orgogliosa!
Ciao Francesca,
grazie mille.
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Buona giornata,
La Redazione