EcoWiki: un pianeta condiviso
by Redazione, 19 gennaio 2010
Non c’è argomento più condiviso della salute del nostro pianeta. O, meglio, non ci dovrebbe essere.
Il condizionale è d’obbligo: l’anno appena trascorso ha visto un incremento del buzz circa la green vision di una moltitudine di settori diversi, un aumento di attenzione da parte dell’opinione pubblica e il giustificato allarme di scienziati ed intellettuali sul fronte del riscaldamento globale.
Insomma l’attenzione è alta: tuttavia Copenhagen Climate Change Conference 2009, l’evento che avrebbe potuto cambiare le carte in gioco per vincere la partita ambientale e migliorare la salute del pianeta (e nostra!), ha dato esiti piuttosto discutibili.
Non abbiamo parlato della conferenza di Copenhagen per due motivi: se ne parlava ovunque e non c’era nulla da dire: non valeva la pena fare approfondimenti su un pugno di mosche. I grandi non hanno preso decisioni significative e hanno annacquato anche le buone intenzioni di chi aveva portato progetti seri.
Parole e musica di Lumachina, fondatrice di EcoWiki. Cos’è?
EcoWiki è un magazine online composto da lettori, blogger, giornalisti, i quali condividono news, approfondimenti, focus su ambiente e buone pratiche.
Un progetto niente male, e che non a caso abbiamo deciso di condividere adesso, come buon auspicio per l’anno appena iniziato. Il consiglio che vi diamo è quello di esplorare EcoWiki navigando tra i temi che indagano a 360° il panorama ambientale: da “bioedilizia e design” a “energia e carburanti” fino a “politica e economia”.
Per saperne di più sulle dinamiche che regolano EcoWiki abbiamo incontrato in esclusiva la fondatrice, Lumachina che ci ha così raccontato i dietro le quinte, le curiosità, le motivazioni e gli obiettivi, di un progetto che unisce web ed ecologia.
Non solo: tutto questo viene gestito e organizzato da persone con competenze diverse ma unite dal collante della passione per l’ambiente; passione che si sente nei loro contenuti e nelle parole di Lumachina.
Come nasce il progetto ECOWIKI? E in che modo si è sviluppata la community?
Ecowiki nasce dall’esperienza di alcuni blogger maturata all’interno di un grande network commerciale. Abbiamo deciso di applicare alla divulgazione ambientale quello che abbiamo imparato sul giornalismo on line e ci siamo svincolati dalle pressioni commerciali. Quando scrivi di ambiente con lo scopo di fare utili, ti interessano soprattutto i lettori occasionali, quelli che cliccano sulla pubblicità, e per catturarli devi scrivere cavalcando l’onda delle notizie fresche e parlando di argomenti abbinabili agli interessi degli inserzionisti. Alcuni argomenti come le buone pratiche urbane, l’inquinamento o la ricerca scientifica sono “poco interessanti” in questo contesto. I lettori abituali, quelli che danno vita alla community, non sono abbastanza redditizi.
A noi i lettori abituali piacciono e passiamo volentieri il nostro tempo con loro. I lettori di un blog ambientale sono gente preparata e generalmente ben disposta, spesso si discute sui mezzi e sui metodi, ma si condividono largamente gli obiettivi di sostenibilità. Abbiamo basato la gestione della community sulla comunicazione non violenta, ovvero sull’ascolto dei bisogni e sulla legittimazione delle posizioni di tutti. E’ un approccio che costa molto tempo e fatica, ma è anche uno di quelli in grado di orientare la società al cambiamento.
Ecowiki, oltre ad essere un blog, è una associazione senza scopo di lucro. Noi scriviamo perché dedicare parte del nostro tempo libero a diffondere notizie e buone pratiche ci fa stare bene. Usiamo il nostro tempo per rendere migliore il mondo, nel limite delle nostre forze, e questo ci appaga umanamente.
Ci presenti il team che opera “dietro le quinte”?
Come in ogni associazione di volontariato sana abbiamo persone che lavorano ad intermittenza, in base ai propri impegni personali e professionali. Oltre alla vasta rete di informatori, composta da lettori affezionati che ci segnalano notizie ed eventi, abbiamo uno staff tecnico che si occupa di aggiornare la piattaforma (Wordpress), un grafico che ha curato anche l’immagine coordinata dei nostri eventi, un paio di giornalisti professionisti per il “controllo qualità”, alcuni blogger specializzati in trasporti, tecnologia, etica d’impresa ed infine ci sono io, che mi occupo della formazione e che in questo momento sono on line in prima linea.
Stiamo cercando nuovi blogger, chi volesse scrivere di ambiente approfittando della nostra “palestra” è il benvenuto.
Al di là dell’attività informativa in Rete, ECOWIKI ha anche una “coda” in attività live? Incontri, eventi o partecipazioni a campagne di sensibilizzazione?
Ecowiki ha curato la comunicazione on line della Lago Maggiore Solar Challenge, prima tappa italiana del campionato europeo per imbarcazioni fotovoltaiche. Università, industrie, enti pubblici e privati cittadini si sono sfidati nella costruzione di barche mosse da batterie alimentate da pannelli solari: un evento sportivo di alta tecnologia e basso impatto ambientale.
La nostra redazione è sparsa tra l’Italia e l’Europa, per cui sfruttiamo le fiere per incontrarci e stare insieme. Usiamo i soldi dei nostri sponsor principalmente per pagarci i biglietti del treno.
ECOWIKI è presente in Facebook e Twitter: quali benefit concreti ottenete dall’utilizzo di questi presidi?
Usiamo i social media per entrare in contatto con altre persone e con altre aggregazioni di esseri umani con obiettivi simili ai nostri.
Riceviamo e scambiamo informazioni, sostegno e idee. Su Facebook la gente spende il proprio tempo per rilanciare video, articoli e pensieri sui temi che sente importanti, esattamente con lo stesso spirito di condivisione e gratuità che ci spinge a scrivere ogni giorno.
Quali sono gli obiettivi di ECOWIKI per il 2010?
- Crescita professionale: siamo una delle poche redazioni virtuali ad investire moltissimo nelle relazioni interne e nella formazione permanente. Abbiamo in programma un paio di corsi per ecoblogger: uno sulla comunicazione efficace ed uno sulla caccia alle notizie.
- Educazione ambientale: organizzeremo una Solar Challenge Juniores, nella quale le scuole superiori potranno sfidarsi nella costruzione di modellini di barche fotovoltaiche mosse da pannelli solari da 2 Volt. Stiamo anche raccogliendo sponsor per l’edizione del 2011 della gara per vere barche.
- Condivisione: condivideremo le nostre letture grazie al bookcrossing (scambio gratuito di libri) e ad Anobii (recensioni letterarie), viaggeremo a basso impatto grazie al couchsurfing (ospitalità gratuita casalinga).
Ci fai una lista di 5 buone pratiche che tutti, quotidianamente, possiamo mettere in atto?
Abbiamo fatto da poco un sondaggio su quali consigli ecologici hanno “stufato” gli ecologisti, scoprendo che la maggior parte di noi è stanca di sentirsi ripetere di non lasciare gli apparecchi in stand-by e non sprecare l’acqua mentre si lava i denti. Vi offro quindi due attitudini, utili a chiunque cerchi idee per stare bene senza devastare il pianeta.
Chiedersi periodicamente che cosa ci rende felici a lungo e di che cosa abbiamo bisogno. Non lasciarsi paralizzare dalla scomodità di cambiare abitudini.
- Esempio 1: non sono felice di perdere un’ora in auto, tutti i giorni, per andare al lavoro. Il traffico mi stressa e l’inquinamento emesso dalla mia auto, per quanto “eco”, fa ammalare la gente e cambiare il clima. Ho bisogno di tempo per leggere, stare con la mia famiglia, cucinare meglio, praticare uno sport. Ho bisogno di sentirmi giusto, rispettoso del prossimo e dell’ambiente. Posso cambiare lavoro? Cambiare orari? Cambiare mezzo di trasporto? Lavorare da casa? Dare un passaggio a qualcuno? Guidare solo fino ad un mezzo pubblico comodo? Spostare e accorpare gli appuntamenti per fare meno strada?
- Esempio 2: Ho bisogno di essere apprezzato e gli unici complimenti che ricevo sono quando compro un nuovo vestito o cambio taglio i capelli.
Si possono “educare” amici e colleghi ad apprezzare anche l’umore, le buone azioni o le persone in quanto tali iniziando per primi a parlare di questi argomenti, tralasciando i commenti sui “fronzoli modaioli”. On line i vestiti non si vedono e la gente esprime approvazione per quello che si dice (che si è) piuttosto che per quello che si ha.
Progredire continuamente a piccoli passi. Non sedersi sugli allori degli sforzi fatti in passato.
- Esempio 3: Sono già vegetariano, non ho bisogno di sforzarmi oltre per avere un basso impatto ambientale. Ottimo, ma da dove arrivano le verdure? La soya è ogm? Quanto packaging ti porti a casa con ogni spesa? Quanta parte di cibo finisce nella spazzatura? Mangi frutta e ortaggi di stagione? Riesci a trovare tutto biologico?
- Esempio 4: Non ho i soldi per ristrutturare tutta la casa in modo da risparmiare energia. Bene, ma forse questo mese puoi ricordarti di abbassare le tapparelle al calar del sole, puoi cambiare le tende mettendone di più pesanti e isolanti, puoi piantare un’edera che ombreggi la parete esterna, puoi spostare i mobili addossandoli alla parete che disperde maggiormente il calore.
In pratica, si tratta di non smettere mai di pensare, di informarsi, di guardare alle cose con curiosità
e, aggiungiamo noi, di condividere idee, progetti e buone pratiche con le persone che ci circondano stimolando discussioni e comportamenti consapevoli.




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