Festival della Biodiversità: lezione audiovisiva di collettività

by Redazione, 18 maggio 2010

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Promozione di una cultura che difende e valorizza le diversità territoriali e culturali, questo il primo l’obiettivo del Festival Audiovisivo della Biodiversità.

Giunto alla sua settima edizione, il festival torna anche quest’anno, dal 20 al 23 maggio, all’Auditorium Parco della Musica, con una rassegna di documentari (otto corti e dieci lungometraggi) che riflettono sui temi della tutela dei patrimoni ambientali e culturali.

La selezione, avvenuta tra 135 proposte pervenute da tutto il mondo, “è espressione di un sistema di valori che guarda a uno sviluppo non provocato dall’esterno, ma sostenuto in loco”. Frammenti analitici di ecosistemi locali che mirano ad agire sulla coscienza globale.

Tra i documentari che la giuria dovrà valutare troviamo Green (P. Rouxel, Indonesia, 2009, 48’), il silenzio eloquente degli ultimi giorni di vita di una femmina di orangotango, vittima della deforestazione indonesiana a fini speculativi e In Transition 1.0, film che ha come protagonista la risposta creativa al cambiamento climatico.

Sempre attorno al tema del climate change, ruota l’indagine presentata dalla deputata Marianne Thieme in Meat the Truth (G. Zwanikken, Olanda – USA, 2008, 74’), che analizza l’incidenza dell’allevamento di bestiame negli equilibri ecologici planetari. La devastazione dell’approccio umano torna in  The Great Squeeze (C. Fauchere, intero pianeta, 2009, 67’), vero e proprio alert che ci invita a sopravvivere ai progetti dell’uomo.

L’acqua e il suo essere motore di cultura e civiltà è, invece, protagonista di One Water (A. Habashi, S. Chatterjee, 15 paesi, 2008, 68’) e di The Damned of the Sea (J. Rhalib, Marocco, 2008, 70’).

L’italia e la biodiversità dell’apennino tosco-emiliano vengono rappresentati da Paradiso Ritrovato (P. Marani, Italia, 2009, 51′) , in cui la bellissima umanità di Gabriella racconta le buone pratiche del suo eden sostenibile.

Tra i cortometraggi, troviamo A Thousand Suns (S. Marshall, Etiopia, New York, Kenya, 2009, 27.33’), la visione sostenibile degli abitanti della Rift Valley, modello di riferimento per la coscienza planetaria e Quiero ser tortilla, strana avventura di una pannocchia transgenica messicana.

Be water, my friend (A. Martino, Ravenna, Uzbekistan, 2009, 14′20”) reintroduce l’elemento acqua attraverso la doppia storia riflessa dei gioviali pescatori ravennati e dei nostalgici e rassegnati ex pescatori di Muynac, piccola cittadina sulle ex sponde del Lago di Aral.

Una rassegna di grande importanza, quindi, che si completa attraverso la mostra fotografica “Sovranità Alimentare dei Popoli”, viaggio tematico nei volti di 10 contadini del mondo, che trova perfetto pendant nella tavola rotonda che si terrà sabato 22 maggio, moderata da Antonio Onorati, Presidente di Crocevia.

Per entare più in confidenza con il festival, potete divetare suoi amici su Facebook , seguire i suoi tweet  e votare il vostro documentario preferito. Tutte le proiezioni che si terranno all’Auditorium, inoltre, sono gratuite: una lezione creativa di coscienza collettiva alla quale proprio non possiamo rinunciare.

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