FiloVerde: gestione partecipata del verde urbano
by Redazione, 21 luglio 2010
Ci sono idee e progetti di una semplicità contagiosa.
Progetti moderni, contemporanei, realizzati con passione, che mescolano diverse capacità e diverse attitudini con l’obiettivo di dare vita a servizi utili per l’intera comunità. Collettivi di ragazzi e ragazze che individuano delle esigenze nascoste nel tessuto sociale/urbanistico e si impegnano per riqualificarlo attraverso soluzioni che promuovono l’incontro, il dialogo, l’estetica.
In questo senso, un gruppo di lavoro che dovete assolutamente conoscere è FiloVerde, composto da sei giovani ragazze, decise a riqualificare il verde urbano attraverso l’agire partecipato.
In molte città del nostro Belpaese vi sarà capitato di incontrare una molteplicità di spazi dequalificati: da parchi abbandonati a cortili interni dove abbondano erbacce e sterpaglie.
Spazi ai quali basterebbe davvero poco per rinascere ed essere utili a tutti i cittadini. Ed è proprio in questi contesti che entra in gioco il lavoro di FiloVerde.
Il progetto è davvero sorprendente e abbiamo deciso di fare qualche domanda alle ragazze dello staff per saperne di più.
Associazione FiloVerde/Progetti per la condivisione dello spazio urbano
Quando e come è nata l’idea di formare l’associazione FiloVerde? Come è composto lo staff? Quali sono gli obiettivi principali dell’associazione?
FiloVerde è un gruppo di lavoro che ha come obiettivi la ricerca e l’azione sul territorio.
Siamo sei amiche, laureate in Architettura, Filosofia e Scienze Politiche. Pur avendo iniziato percorsi professionali autonomi, abbiamo voluto mettere insieme le nostre competenze e lavorare su temi di interesse comune.
Pensiamo infatti che attraverso l’osservazione e la conoscenza della realtà da più punti di vista, derivati da percorsi personali diversi, si possano realizzare buoni progetti socio-culturali che abbiano come presupposto l’agire partecipato. Abbiamo deciso di iniziare dalle realtà a noi più vicine, ponendo a confronto attivamente le nostre diverse competenze professionali. Da qui l’idea, nata qualche mese fa, di promuovere anche a Roma i giardini condivisi. Si tratta di pratiche, già molto diffuse in Europa, di gestione condivisa e sostenibile del verde pubblico in città.
Il vostro progetto si snoda attraverso segnalazioni di spazi da far rinascere, contatti con le amministrazioni pubbliche e autogestioni cittadine dei giardini riqualificati: ci spiegate in concreto come funziona il flusso di lavoro?
Il progetto è nato solo qualche mese fa e con il passare del tempo abbiamo individuato diversi obiettivi, realizzabili anche in tempi differenti.
Innanzitutto abbiamo iniziato a “mappare” le realtà già esistenti nel territorio romano, contattando i responsabili dei giardini e le associazioni che operano sul territorio, al fine di capire quali sono i bisogni, quali le pratiche più diffuse, quanti i cittadini coinvolti. Durante la Festa dei Giardini Condivisi dello scorso 8 luglio, abbiamo, ad esempio, chiesto ai partecipanti di segnalarci i giardini condivisi che conoscevano e gli spazi degradati nei propri quartieri.
Una volta conclusa la fase di studio, abbiamo intenzione di diffonderne i risultati allo scopo di dare visibilità alle tante realtà esistenti e per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sul tema delle pratiche di gestione condivisa degli spazi. L’idea è inoltre di creare una rete dei giardini condivisi a Roma, poiché crediamo che la condivisione delle esperienze e dei saperi sia un valore aggiunto per tutti.
Infine, ci piacerebbe seguire la nascita di un nuovo giardino condiviso in città, come esempio concreto.
Si è svolta a Roma giovedì 8 luglio 2010 la “Festa del giardino condiviso”, organizzata da Filoverde: come è andata? Quali sono i prossimi appuntamenti?
Scopo dell’evento era sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità in città e promuovere azioni concrete di gestione partecipata del verde urbano. L’incontro ha visto la partecipazione di cittadini e associazioni attivi nel territorio della Capitale.
Dopo una breve introduzione su cosa sono i giardini condivisi, dove sono diffusi in Europa, come funzionano, hanno preso la parola i rappresentanti del Giardino dell’Utopia, giardino condiviso del quartiere San Paolo, e del Parco dei Galli di San Lorenzo che ha ospitato l’evento.
Per iniziare sin da subito un percorso di dialogo e condivisione, i partecipanti all’incontro sono stati coinvolti attivamente nel dibattito e invitati a segnalare su una mappa della città di Roma, i giardini condivisi già esistenti e le aree verdi dequalificate o inutilizzate quali possibile aree per nuovi giardini.
Ovviamente ora il lavoro di mappatura della città continua, allo scopo di presentare in autunno il risultato di questa ricerca.
Come è percepito il vostro progetto attualmente? Che tipo di feedback avete da enti pubblici e dai cittadini?
La sensazione che abbiamo avuto parlando con le persone è molto positiva: il progetto sembra interessare e spesso abbiamo ricevuto richieste di collaborazione. Fra gli scopi, si aggiunge quindi quello di ideare delle modalità concrete di partecipazione e condivisione, affinché si possa creare una rete di saperi, professionalità e azioni sul territorio.
Il nostro consiglio è quello di diventare subito fan della loro pagina su Facebook, in cui trovate le immagini dello staff, le ultime news e i prossimi eventi.
Non solo. Se desiderate approfondire le tematiche relative ai giardini condivisi non perdete lo splendido materiale informativo disponibile sulla pagina.
Prestate attenzione dunque: se nei prossimi mesi incappate in zone verdi degradate, sapete già a chi rivolgervi!




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