Ortofabbrica: ecosostenibilità e design metropolitani

by Redazione, 15 aprile 2010

Angelo Grassi - Linea Vegetale, Sedia

È difficile pensare che un semplice parcheggio cittadino possa diventare un meraviglioso ed elegante orto-giardino. Eppure in via Savona 37 a Milano quest’immagine si è materializzata, per il secondo anno consecutivo, con Ortofabbrica, uno degli eventi di Zona Tortona in occasione del FuoriSalone 2010.

LOGO ORTOFABBRICA

Il riutilizzo di materiali e oggetti del passato è alla base dell’idea che ha dato vita a Ortofabbrica, progetto ideato, realizzato e curato da Angelo Grassi, architetto e designer romagnolo.

Il progetto parte dall’idea di creare un modello condiviso di ecosostenibilità, stile e recupero, riversato su originilassime rappresentazioni artisitiche in cui  design, moda, architettura e enogastronomia diventano il filo conduttore dell’idea che ne è alla base.

Il cortile di via Savona 37 è solitamente adibito a parcheggio. Lo spazio è stato completamente rivoluzionato con il nuovo allestimento di Ortofabbrica, creando un’atmosfera suggestiva fatta di arte e natura, in un cortile chiuso su tre lati, con una struttura architettonica centrale non compiuta risalente alla fine del XIX secolo.

L’obiettivo del progetto è quello di sottolineare l’importanza della dimensione umana del fare e del saper fare, opposta ad una società sempre più meccanizzata. Proprio per questo motivo, quest’anno oltre agli oggetti messi in esposizione sono presenti anche degli artigiani che lavorano sul posto, mostrando ai visitatori la loro abilità e maestria.

La redazione di co-housing si è recata direttamente in loco per assistere da vicino a questa incantevole oasi nata in centro a Milano. All’interno del cortile è stata allestita una serra, facendola divenire uno spazio dove coltivare piante ma anche vivere, condividere… una sorta di estensione della casa. La serra è divisa in due aree, ciascuna arredata con piante e vasi ma anche con aggetti di mobilio e oggettistica.

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All’interno possiamo ammirare anche La poesia verde di Flò, un giardino coperto raffinato dove piante  e essenze vegetali, appartengono agli orti della nostra memoria e accarezzano i sensi attraverso i colori e le suggestioni olfattive degli aromi.

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Una parte è dedicata al pranzo con un tavolo apparecchiato utilizzando vasellame in gres, mentre una seconda area è stata adibita alla zona living con camino, poltrone e lampade.

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Il risultato è la creazione di un giardino coperto, raffinato ed elegante, nel quale trascorrere in relax il proprio tempo. Un’ambientazione molto suggestiva e rara.

Entrare in questo cortile è come trovarsi improvvisamente in una nuova realtà, vicina al passato, ai profumi e ai colori della natura, lontano dalla frenesia e dal traffico della città, cullati dalla calma e dalla tranquillità che regnano in questo luogo (tanto che uscirne diventa difficile).

Per conoscere meglio il progetto e capire quali valori e idee lo caratterizzano, abbiamo intervistato l’ideatore Angelo Grassi, che ci ha concesso quest’interessante intervista:

Ortofabbrica è un progetto caratterizzato da tre elementi fondamentali: stile, ecosostenibilità, recupero; un orto urbano in cui oggetti del passato vengono rianimati con nuove forme o colori, fondendosi in maniera armoniosa con la natura.  Ortofabbrica, infatti, è la chiara rappresentazione del connubio tra questi tre elementi.
E’ stato difficile riuscire a trovare un unico filo conduttore per accomunarli e dare vita alle sue opere?

Nessuna difficoltà, guardandosi attorno si scoprono molte realtà artigianali presenti nel nostro territorio che lavorano in questo senso, queste realtà devono unirsi come a voler formare un’orchestra e ognuno suonerà lo strumento che conosce.

Ortofabbrica torna a Milano per la seconda volta, dando nuova vita agli oggetti, offrendo loro una veste molto particolare, dove l’ecosostenibilità si fonde con un design d’avanguardia.
Lei crede che i valori che caratterizzano Ortofabbrica rappresentino il bisogno collettivo di ritrovare la semplicità delle cose e riavvicinarsi al passato, alla natura?

Assolutamente si, l’uomo ha bisogno di riavvicinarsi alla natura nella sua quotidianità.

Da anni si sta impegnando in progetti di recupero di spazi e oggetti, riuscendo a rianimare in maniera brillante ciò che era stato abbandonato… mi riferisco anche al recupero del cementificio in un’area completamente dismessa. Che cosa l’ha spinta a rianimare la realtà circostante? Quali sono i valori che caratterizzano le sue opere?

Le opere architettoniche e i materiali che usiamo ogni giorno non possono essere abbandonati. È necessario ridare vita a ciò che ha valore sia architettonico che culturale ed artistico. È compito dell’uomo non lasciare morire tutto ciò che è testimonianza del passato e non lasciare che si perda la memoria storica di ogni oggetto.

Crede che un nuovo modello di vita ecosostenibilie sia possibile?

È certamente possibile. La divulgazione di questo nuovo modello di vita dovrebbe partire dalle scuole, di conseguenza artigianato e industria dovrebbero tornare alla filiera produttiva dei primi del ‘900 che un po’ si è persa nell’ultimo ventennio.

Tra le grandi novità di quest’anno di Ortofabbrica troviamo “Vegetale”, la nuova linea da lei progettata per l’arredamento d’esterno.  L’ispirazione che ha avuto per la creazione di questa nuova linea è legata al progetto Ortofabbrica?

Molte opere vengono realizzate dalla vegetazione, con questa linea ho creato un supporto (sedute, divani, …) per piante rampicanti. In questo modo l’opera dell’uomo viene completata dall’opera della natura. Il materiale ferroso usato viene così addolcito dalla natura.

La linea Vegetale è davvero particolare. Chi non vorrebbe avere un ombrellone d’edera o una panca del genere nel proprio giardino?

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All’interno dell’evento possiamo ammirare, inoltre, le creazioni del Vicolo Pagliacorta, due ragazzi che lavorano a un’idea comune di recupero. I loro materiali privilegiati sono i mattoncini Lego e i computer dismessi. Da spille ad anelli, ai gemelli per le camicie, le loro creazioni sono eccezionali. All’interno di Ortofabbrica sono stati presentati in esclusiva i 380 Tiles, particolari sgabelli in legno le cui sedute sono realizzate con oltre diecimila tasti recuperati da portatili Apple dismessi, assemblati uno per uno per formare 25 pezzi unici, ognuno di 380 tasti. La composizione è costruita per temi: simboli, lettere, numeri. Tutti incarnano in maniera evidente l’idea di stile e recupero.

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Vivere Ortofabbrica significa passeggiare in una dimensione d’altri tempi, il cui percorso permette di riconciliarsi alla natura nel rispetto dell’ambiente, nella ricerca dello stile che riesce a fondersi con la semplicità delle cose. Ortofabbrica è la nuova visione di ciò che può darci il passato.

Per chi volesse partecipare all’evento, sabato 17 Aprile, Angelo Grassi inviterà amici, collaboratori, giornalisti e addetti ai lavori a passare una “Serata nell’Orto”, offrendo loro, semplicemente musica dal vivo, ottimo cibo e la compagnia reciproca.

Un’ccasione da non perdere!

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