Rescuenergy: design e coscienza eco condivisa

by Redazione, 19 gennaio 2010

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Riflettere sul rapporto che abbiamo con l’energia. Questo l’obiettivo condiviso di Rescuenergy, workshop voluto da Eni e realizzato da Naba in collaborazione di Id Lab.

L’esperienza progettuale di Rescuenergy è stata la naturale risposta ad una richiesta molto diretta: progettare dei prototipi di oggetti d’uso quotidiano in grado di sensibilizzare l’utente sull’efficienza energetica.

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Eni, infatti, ha chiesto agli studenti Naba di progettare in modo diverso, liberi da trend di mercato e quindi di sviluppare una relazione con gli oggetti molto più lirica.

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Dalle dinamiche condivise del workshop sono così nati sei prototipi funzionanti capaci di  raggiungere la coscienza dello user proprio attraverso quegli elementi poetici che non fanno che amplificare il loro già alto potenziale eco-sostenibile.

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Il design nato dall’interazione disciplinare di Vered Zaykovshy, Ettore Contro e Id-Lab si avvale, infatti, della consulenza dell’Istituto Eni Donegani per le Energie Non Convenzionali.

Per capire con più precisione abbiamo incontrato Michele Aquila di Id-Lab, coordinatore del progetto, che ci ha raccontato i diversi aspetti di questa esperienza.

Seduto tra E/sense e Shake to Command ci spiega quale filosofia ha condotto alla realizzazione dei dispositivi e come essi siano l’esito diretto del sistema complesso che li ha prodotti.

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Ci troviamo, quindi, coinvolti nelle dinamiche auatosufficienti proposte da ActionTv (simbiotica combinazione di ciclette e tv che affida al nostro sforzo fisico il messaggio di sostenibilità), nel consumo controllato dal movimento di Watch Out (orologio da polso “intelligente” che aziona il display grazie al gesto di guardare l’ora) e Shake to Command (telecomando tv che trova nella scossa la forza di fare zapping), nella “solar challenge” proposta da Energy Mixer (oggetto-sistema) e The Good, The Bad and the Light, nella visualizzazione vibrata di consumi di E/Sense.

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Vediamo le sue mani muoversi per sottolineare le interazioni: sullo sfondo questi oggetti che sfidano tatto e vista, che coinvolgono l’udito in un’azione di sensibilizzazione espressa, compiuta ad ogni fase di utilizzo.

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Espressa, come l’esposizione alla Biblioteca del Progetto della Triennale di Milano. Esposizione e rispettivo catalogo (stampato su richiesta), infatti, rispondono alle stesse esigenze di condivisione e sostenibilità dell’intero workshop: concentrare relazioni e permettere una condivisione piena delle dinamiche che portano il design ad essere “cultura incorporata nella vita quotidiana e nel mondo materiale”.

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