Resign, il design dà un nuovo significato alla realtà
by Redazione, 19 gennaio 2010
Ci sono luoghi nel mondo dove arte e design diventano condivisione della conoscenza a favore dell’ambiente e permettono, insieme, un recupero dei rapporti sociali. Ecologia e design sono due concetti che negli ultimi anni sono stati sempre più associati: la stessa idea di co-housing, il cui cardine è la condivisione, si basa su questi principi noti, ma che insieme possono generare inedite proposte per una vita ecocompatibile.
Uno di questi luoghi si chiama Resign Academy e si trova a Faenza, dove si sta per svolgere la seconda edizione del Reuse Design Workshop. Un dialogo con Giovanni Magnani, co-fondatore di Resign, ci aiuta a capire meglio le attività di questa factory faentina.
Sergio. Designed by Resign Academy – Antonello Fusè. Photo Francesco Martinelli
Com’è nato il progetto Resign?
Il progetto Resign è nato nel 2007 all’interno del nucleo culturale – DO, sviluppatosi nella tesi di laurea all’ISIA di Faenza. Resign significa dimettersi, ma anche dare un nuovo significato alle cose. “Dimettersi” dal vecchio lavoro del disegnatore industriale e “dare un nuovo significato” ai rapporti umani. La tesi da noi sostenuta, Giovanni Magnani e Andrea Delvecchio, si chiamava ERA DESIGN – DESIGN ERA.
Nasce così l’occasione di mettersi in comune per sperimentare nuove forme di design basate sul riuso. Tra i progetti di Resign, il Designer a Domicilio, un professionista in grado di confrontarsi con gli oggetti per progettare un loro riuso compatibile con l’esperienza del “committente”.
Un’altra esperienza di Resign è il Curatore della Realtà, un soggetto in grado di reinterpretare il quotidiano come infinito museo ricco di opere d’arte “inconsapevoli”. Il Curatore della Realtà le riconosce e dà loro visibilità attraverso un “cartellino” identificativo, reale o virtuale. Tutti possono essere Curatori!
Ultimo progetto, in ordine temporale, di Resing è la seconda edizione di Resign Academy, che si svolgerà a Faenza dall’1 al 19 marzo. Il Reuse Design Workshop è fondato sulla condivisione e la trasmissione di una metodologia sostenibile legata alla progettazione con materiali di riuso.
Quali sono le caratteristiche della Resign Academy e le novità dell’edizione 2010 rispetto allo scorso anno?
Partendo dal fatto che ci si stanca presto nel ripetere le stesse cose, soprattutto fra i banchi di scuola, l’Academy assume una forma e una formula diversa per ogni edizione. Ne faremo poche durante l’anno e uno degli obiettivi che dovranno conquistare i ragazzi, sarà sicuramente quello di imparare ad usare strumenti per costruire e sistemare le cose che li circondano prima di disegnarne nuovi. Quando cominceremo a fare tante edizioni, allora sarà il momento di preoccuparsi.

“Saper fare” e lezioni che andranno dall’antropologia contemporanea alle nuove forme di economia, al Design 2.0 coinvolgeranno giovani designer (e non) in un corso volto a rielaborare la realtà attraverso il confronto con designer, giornalisti, tecnici e critici. La didattica si svilupperà soprattutto attraverso la sperimentazione pratica e la gestione alla pari del rapporto tra insegnanti e studenti; il progetto si concluderà con la realizzazione pratica di uno o più oggetti di design, che saranno esposti sul sito.
Come il concetto di condivisione entra nelle attività di Resign Academy?
Ognuno di noi sa fare bene qualcosa. Io posso spiegare certe esperienze e modi di lavorare, ma il resto ce lo illustreranno i dodici (numero dei partecipanti). Alla prima edizione sono stati realizzati oggetti molto più nuovi e interessanti di quelli che abbiamo fatto fin’ora. Condivideremo i nostri sogni e voi in cambio ci farete diventare ricchissimi. Il nostro motto è: “l’oggetto è di chi lo fa, non di chi ha avuto prima l’idea”. La caccia è aperta!
La condivisione è dunque la filosofia dei progetti futuri dell’accademia, insieme al recupero dei materiali e, con essi, di un più armonico rapporto con gli altri e con l’ambiente.

Growing up. Designed by Resign Academy. Photo Francesco Martinelli
Quali obiettivi futuri vi ponete per le attività di Resign? In quale direzione lavorerete?
Poche cose, fatte bene. Anche nei rapporti interpersonali funziona allo stesso modo. L’uomo fa fatica a non avere amici o persone di cui fidarsi; provenendo dalla terra, alla terra ritorna e si lega alle sue radici. Bene, detto questo, penso che la cosa più importante sia non prendersi troppo sul serio, dunque la direzione futura sarà quella di creare la piramide umana più grande del mondo!


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