Riuso industriale: il design incontra la città

by Redazione, 21 luglio 2010

Riappropriazione degli spazi e riuso, per valorizzare strutture pre-esistenti, la loro storia e il legame con la città: è questa la filosofia dell’archeologia industriale, disciplina nata ufficialmente meno di un secolo fa. Questo tipo di archeologia moderna ha anche delle connotazioni ecologiche, date dal risparmio di risorse dovuto al riutilizzo di qualcosa che già è presente, anche se da ristrutturare, e collocato all’interno del tessuto urbano e sociale.

L’applicazione dei principi dell’archeologia industriale sono visibili soprattutto nelle città italiane più grandi, o che hanno avuto un forte sviluppo in un particolare settore industriale.

Gli esempi più interessanti sono legati alla cultura: dove prima si producevano merci, ora si ospita arte e storia, accostandole al passato di un luogo industriale cercando di valorizzarlo.

A Milano, ad esempio, moltissimi spazi industriali sono stati ripensati per diventare nuovi luoghi di cultura e socializzazione.
Si pensi alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, ospitata da un’ex fattoria riprogettata da Antonio Zanuso nel 1992. Da “centro sperimentale del latte e fabbrica dello yogurt” a campus per coltivare giovani talenti della recitazione.

Immagine da Flickr - Utente: HarcoRutgers

Immagine da Flickr, author: HarcoRutgers

Sempre a Milano, un altro spazio ora impregnato di cultura è quello delle ex Acciaierie Ansaldo: in questo luogo industriale di via Tortona il Teatro alla Scala realizza le prove e conserva i propri archivi, i costumi e gli allestimenti.

Torino è considerata la città industriale italiana per eccellenza: la sua storia è strettamente connessa alle aziende che erano, o sono tutt’ora, presenti in città. Vero e proprio simbolo del riuso virtuoso dei luoghi di produzione, il Lingotto, una struttura enorme e centrale, ora gioiello degli eventi torinesi grazie ad un’ambiziosa e riuscitissima riprogettazione.

La rampa elicoidale del Lingotto a Torino - Wikimedia, author: .mau.

La rampa elicoidale del Lingotto a Torino - Wikimedia, author: .mau.

Qui è presente il quartiere fieristico della città, un grande centro commerciale, il centro direzionale FIAT, l’auditorium Giovanni Agnelli, la pinacoteca, due hotel dal design contemporaneo e una sede distaccata del Politecnico di Torino (quale luogo migliore dove imparare a progettare?).
La storica pista in cima al Lingotto può essere visitata, per apprezzare dall’alto l’edificio e la città.

Accanto al Lingotto, un’altra struttura nata dall’applicazione dei principi dell’archeologia industriale: si tratta di Eataly, il “supermercato” dedicato alle eccellenze del Made in Italy. Lo spazio valorizza la pre-esistente struttura della fabbrica Carpano, dove si produceva vermouth. All’interno di Eataly, il museo Carpano, nato per celebrare la storia di questo prodotto italiano, dove è possibile seguire la storia del luogo e delle persone che qui lavoravano.

Anche a Bologna esistono degli spazi di lavoro riconvertiti in luoghi di cultura: un esempio è il MAMbo, il nuovo museo d’arte moderna della città. Il museo ha sede nell’ex Forno del Pane cittadino e si avvale di spazi molto grandi e funzionali per ospitare mostre ed esposizioni permanenti di grande interesse artistico.

Bologna - MAMbo - immagine: viacolvento.eu

Bologna - MAMbo - Immagine da viacolvento.eu

Una delle aree espositive racconta con immagini e testi la storia dell’edificio e il suo passaggio da “fabbrica” di pane a museo, cibo per la mente.

Non lontano dal MAMbo, la Manifattura delle Arti, nata negli spazi della Manifattura Tabacchi, dell’ex macello e di una vecchia cartiera: 100mila metri quadrati che comprendono la Cineteca di Bologna, il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e i laboratori di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, oltre a spazi residenziali e due asili.

Questi sono solo alcuni esempi di un tema appassionante, che ha a che vedere sia con l’amore per il design e l’architettura che con la curiosità verso la storia dei luoghi. Non ultimo, il riuso è uno dei pilastri fondanti della cultura green.

Ente di riferimento per approfondire l’argomento, l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale: pronti per viaggiare nella storia della vostra città?

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